Post

Antiretrovirali che abbattono le difese immunitarie anzichè sostenerle

E' noto che gli inibitori delle proteasi, farmaci utilizzati nei pazienti con AIDS, possono interagire con alcuni chemioterapici nei pazienti che sviluppano un Linfoma Non Hodgkin. Cioè, se si somministrano farmaci antivirali in pazienti in cui il virus ti sta togliendo le cellule deputate alle difese dell'organismo, questi farmaci aiutano più il virus che il paziente. Infatti, la conta dei granulociti neutrofili, dopo 10 giorni di somministrazione della terapia HAART era significativamente più bassa rispetto a quella del gruppo non trattato. La terapia HAART potenzia significativamente la mielotossicità del trattamento chemioterapico (Ciclofosfamide - Doxorubicina - Etoposide) . (Fonte: Blood 2004 104:2943-294)

FANS 1, COXIB 0

Negli ultimi anni, i farmaci antinfiammatori (FANS) comunemente utilizzati per traumi,mal di testa, dolori reumatici e altro, sono stati sostituiti con farmaci di nuova generazione che hanno la capacità di inibire selettivamente l'enzima Cicloossigenasi Tipo II (COX 2) che viene espresso esclusivamente in corso di patologia infiammatoria, a differenza della Cicloossigenasi tipo I (COX 1) che invece viene espressa anche quando un mammifero non ha subìto alcun trauma. La selettività, sulla carta, avrebbe dovuto preservare il paziente da effetti collaterali quali gastralgie, emorragie, problemi vascolari. In alcuni recenti studi si è invece messa in evidenza una caratteristica inquietante degli inibitori selettivi delle Cox 2, cioè una non significativa riduzione degli effetti collaterali rispetto ai FANS e un importante rischio per la salute pubblica, soprattutto per il rischio di ictus. Secondo questo studio, i FANS potevano dare emorragie del tratto gastrointestinale, ma non dav...

Ossido-riduzione & Co.

In tutti i mammiferi, gli ormai dimenticati processi di ossido-riduzione sono alla base del mantenimento dell'omeostasi cellulare. I meccanismi che regolano questo fenomeno sono ancora in gran parte da chiarire e coinvolgono sia l'espressione genica che le capacità dell'organismo di interagire con l'ambiente. Quest'ultimo fenomeno, oggi, viene sempre più considerato importante e prende il nome di "esosoma", cioè l'insieme degli elementi che ci fanno vivere, ad eccezione del g enoma, che abbiamo ereditato. Nel concetto di esosoma si fa rientrare anche la regolazione circadiana e sovracircadiana degli organismi viventi. La base che coordina i ritmi circadiani, il cosiddetto "orologio biologico" capace di connettere i ritmi del mondo esterno con quelli interni, è rappresentata dal Nucleo Soprachiasmatico (SCN) che è quella regione dell'Ipotalamo in grado di controllare i cicli e i feedback di regolazione endocrina. Si è visto che l'alter...

Duesberg dixit...

Immagine

Vendere... per ammalare...

Henry Gadsen, direttore della casa farmaceutica Merck, trent’anni fa dichiarò alla rivista Fortune: “Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque” .

Il virus insufficiente...

Come potete leggere, la deplezione dei CD4 non è affatto sufficiente a indurre una sindrome da immunodeficienza. Come continuo a ripetere da anni, i virus linfotropi non possono determinare nessun tipo di situazione così drammatica da determinare la morte per infezioni opportuniste. Nello studio si evidenzia che i sieropositivi possono vivere tranquillamente senza problemi, come accade nelle scimmie SIV+. E accade anche nei gatti FIV+... Gli sconvolgimenti del sistema immunitario che inducono immunodepressione grave sono ben altri. Il virus è lì, e non fa niente a nessuno. Buona lettura... http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17709519 J Immunol.  2007 Sep 1;179(5):3047-56. Virally induced CD4+ T cell depletion is not sufficient to induce AIDS in a natural host. Milush JM 1 ,  Reeves JD ,  Gordon SN ,  Zhou D ,  Muthukumar A ,  Kosub DA ,  Chacko E ,  Giavedoni LD ,  Ibegbu CC ,  Cole KS ,  Miamidian JL ,  Paiardini M ,...

Come fu Isolato" il virus HIV?

"A comprova delle sue pratiche di falsificazione, Gallo ha lasciato una traccia del delitto. Nel 1984, il gruppo di Gallo aveva utilizzato linfociti T helper di omosessuali affetti da AID e AIDS “per la documentazione, per l’isolamento e la produzione continua di retrovirus citopatici”, nonché per la produzione del “test antiHIV” [Popovic 1984, Gallo 1984, Schupbach 198 4, Sarngadharan 1984]. A questi lavori di laboratorio avevano partecipato anche collaboratori esterni. Due di questi collaboratori erano a servizio della Litton Bionetics, Kensington MD, USA. Nel 1987 questi riferirono sui metodi con cui il gruppo di Gallo aveva trattato i linfociti T helper di omosessuali affetti da AID e AIDS. Essi comunicarono tra l’altro: “La stimolazione in vitro poteva essere raggiunta tramite mitogeni o cellule aggiunte (antigeni allogeni). Certe manipolazioni delle condizioni colturali miglioravano il risultato, ad esempio la coltivazione di cellule dei pazienti insieme a globuli bianchi pe...